mercoledì 16 gennaio 2008
Mastella si dimette
Per Casini è assurdo che i giudici indagati dal CSM vadano a fare show in tv...show che nulla hanno a che fare con la serietà della loro professione...(perchè non riesco a trovare su youtube il video con Larussa che balla il twist al bagaglino?)
Per Fini bisogna finirla di scagliarsi contro la magistratura solo quando è indagato uno del proprio schieramento...traduzione: uniamoci contro la magistratura.
Per Maroni, Mastella si unisca a loro, per combattere contro la vera casta, quella di coloro che decidono della vita e morte delle persone! Traduzione somma Fini+Casini+Maroni: ci si unisca contro la magistratura, possibilmente impedendoLe anche di dire la propria pubblicamente.
Devo scaricare il programma della P2. O magari lo ricostruisco facendo un collage degli interventi odierni in Parlamento.
Tutti comunque solidali con Mastella. Così come Napolitano, per saltare di palo in frasca, è solidale col Papa. Mi sembra giusto. I nemici del sistema sono gli studenti, i professori e i magistrati.
E magari è anche vero...a volte, non sempre, studenti, professori e magistrati sono nemici del sistema...la mia solidarietà, dunque, a studenti, professori e magistrati.
martedì 1 gennaio 2008
Religione e Politica
Ora siamo obiettivi. Non tutte le firme di quel giornale hanno lo stesso valore. Marcello Veneziani per esempio lo leggo volentieri. Quando c’è Massimo Fini, più che volentieri. Farina non lo digerisco in alcun modo, però scrive davvero bene. Feltri, Brunetta, Oscar Giannino, no comment. Il Direttore in particolare, resta per me un mistero insolubile: ma come cavolo fa ad essere Direttore di un quotidiano? Scrive male, pensa peggio; e poi fanno le agende “in cuoio, esclusive, eleganti” con il suo profilo con tanto di pipa stagliato sulla copertina. Per sole 60,00 euro. Voglio vedere in faccia chi compra quell’agenda!
Ma la mia riflessione va a proposito di un ributtante articolo di Socci. Si, non avevo dimenticato il suo nome. Me lo tenevo in serbo. Il giovane intellettuale torna sull’argomento “rapporto Dio-politica”, citando come argomentazione di difficile impugnazione un pensiero che riportiamo:
«Per me non c'è politica che non sia contemporaneamente religione. La politica serve la religione. La politica senza la religione è una trappola per gli esseri umani, perché uccide l'anima. Sono fermamente convinto che oggi l'Eu ropa non stia mettendo in pratica lo spirito di Dio e del cristianesimo, bensì lo spirito di Satana».
Socci non svela subito l'identità dell’autore del pensiero…sapientemente attende, consumato dall’esperienza aspetta il momento giusto per vibrare il colpo, perché non è il pensiero, ma l’identità del pensatore che dovrebbe piegare le ginocchia del lettore, fiaccare la resistenza di chi a sinistra si ostina a difendere la laicità dello Stato. Rullo di tamburi…sarà Gramsci? Togliatti? Non ditemi che è Marx! Tremo! Signori e signori, l’autore è…Gandhi.
Ma vaff…
E’ ignoranza o malafede quella per cui Socci cita qualcuno che quando parla di religione intende l’esatto opposto di ciò che lui vorrebbe difendere e sostenere?
Gandhi ha una concezione della religione che è ricerca spirituale, qualcosa che a noi occidentali è preclusa proprio perché strozzati dall’ottuso e dogmatico cappio cristiano-cattolico. Il pensiero di Gandhi sottende la necessità di asservire le ragioni “particolari” a quelle “universali”, quelle della materia a quelle dello spirito. Condivisibile o meno, nulla ha a che fare con le ingerenze della chiesa cattolica, le cui rivendicazioni di primato della morale sulla politica sanno tanto di primato politico della chiesa, di monopolio dell’etica. La religione di cui parla Gandhi è il libero cammino dello Spirito alla ricerca di sé. Ora, due sono le cose: o Socci ritiene che la Chiesa dovrebbe ancora amministrare il potere temporale, e allora mettiamolo in una macchina del tempo e rispediamolo a Canossa, a gustarsi la scena che tante volte avrà immaginato in momenti di irrefrenabile pulsione erotica; oppure valuta che la Chiesa sia depositaria della dimensione dello spirito, o peggio ancora della morale.
Purtroppo questa è mentalità diffusa. La chiesa è la casa di Dio, e il culto cattolico la dimensione unica della spiritualità. Tutto il resto è noia. No, non ho detto noia, ma boia boia boia!
Boia chi molla, vorrei gridare. Ma alla fine non si può non scendere a patti con la chiesa, perché volenti o nolenti, come ben illustra Michel Onfray nel “Trattato di Ateologia”, anche gli atei sono atei-cristiani. Liberandosi della dottrina escatologica e dell’anima-immortale, non si riesce tuttavia a rovesciare il paradigma etico cristiano, il sistema di valori di cui è impregnata la nostra cultura. Tranne ovviamente che per aspetti futili ed evanescenti, tipo la morale sessuale, per intenderci.
Semplificando molto, oggi il ruolo dell’intellettuale è quello di creare problematicità, nodi critici. Venga il compromesso, se è davvero tale, e non semplice appiattimento e sconfitta culturale. Non basta dire che la chiesa non ha monopolio di etica e spiritualità. Bisogna essere in grado di costruire una nuova etica e una nuova spiritualità realmente libere dall’ingombrante divinità di cui non hanno alcun bisogno.
lunedì 17 dicembre 2007
Niente di Speciale
Ma non è questo il punto. Il Generale si dimette (niente di eroico, mi sembra il minimo...) e giù la solita cascata retorica sul senso dello Stato e bla bla bla...e l'onore della divisa e bla bla bla...la solita aria fritta della destra. Ma niente da dire su come il Generale ha usato i suoi privilegi? Neanche una parola. La "cultura della destra" di cui Veneziani vorrebbe essere testimone, nella seconda repubblica, cioè da quando i destrorsi hanno avuto occasione di poggiare le chiappe sugli scranni del potere, si è tradotta sistematicamente in una "pedagogia dell'illegalità", una pedagogia che ricorda le parole del "Professore Vesuviano" del film di Tornatore, il Camorrista, quando dice:"ecco! Questo si chiama rubare!", esaltando l'illegalità organizzata contro quella confusionaria e autolesionista dei pesci piccoli. O il film di Chaplin, Mr.Verdoux, con il capovolgimento concettuale e paradossale per cui sono le dimensioni di un crimine l'assurdo presupposto per la sua legittimazione.
E l'imbarazzo del centro-sinistra è di una tristezza infinita
mercoledì 12 dicembre 2007
Quanto rischiano i lavoratori
Argomentazioni che vogliono essere risolutive e sono invece la dimostrazione della dominante mentalità asservita alla logica del danaro, dei soldi, dello sterco del diavolo.
Gli imprenditori rischiano di più…in termini strettamente economici è anche vero. Gli imprenditori rischiano i soldi (che poi, scava scava…magari non rischiano un cazzo). Si, è vero, in molti casi i lavoratori rischiano la vita, o la salute, nelle fabbriche come nelle strade, su altissime impalcature o alla guida dei camion. Però cazzo, gli imprenditori rischiano i soldi! I dirigenti firmano carte, e ciò richiede responsabilità! Ne uccide più la penna della spada, e forse anche più delle presse meccaniche.
Sarebbe interessante confrontare i 3/4 operai che muoiono ogni giorno sul lavoro, con gli imprenditori che finiscono sul lastrico o i dirigenti in manette o disgrazia.
Vediamo chi rischia di più, sia in termini quantitativi (quanto rischiano) che qualitativi (cosa rischiano)
sabato 8 dicembre 2007
Cosa succede...
È forse la mia stessa volontà
Che mi lega gambe e braccia,
o un lungo guinzaglio,
o come i cavalli sento il morso
se provo a cambiare la rotta, il tracciato…
Oppure è normale
È tutto normale
Che indugi in pensieri senza ragione
che a volte mi piaccia il mio posto nel mondo,
e che altre, diversamente
vorrei essere cancellato come un disegno
lunedì 12 novembre 2007
Intervista succulenta...
Al link http://www.carnealfuoco.it/, nella rubrica "vips per un giorno" è possibile leggere un'intervista in cui mi esprimo in qualità di "amatore del barbecue". E' per me motivo di orgoglio, ma anche di cordoglio, considerando che sono a dieta e non posso vivere in libertà la mia passione smodata per il buon cibo. Pazienza, verranno giorni migliori. Intanto riporto l'intervista anche sul blog:Oggi intervistiamo: Nazarin
1. Nella vita, quando non fai il fuochista, qual è la tua attività?
Sono un filosofo-operatore sociale. Lavoro nel settore delle tossicodipendenze.
2. A quanto sembra sei in buona compagnia, visto che il 70% degli italiani condivide con te il gusto per le grigliate in compagnia. Quando e come è nata questa passione per il barbecue?
Da sempre; ma si è sviluppata durante le escursioni in montagna con i miei amici
3. Quale è il tuo piatto preferito da cucinare?
Bistecche
4. E quello che gli amici richiedono più spesso?
Salsicce, sono un classico intramontabile
5. E quale preferisci mangiare?
Bistecche e salsicce…i conti tornano
6. Qual è l’utensile che preferisci usare?
Nessuno in particolare. Riconosco di improvvisare un po’ da questo punto di vista…
7. E il tuo abbigliamento da fuochista è disinvolto-amatoriale o accurato-professionale?
Casual. Nel senso di casuale…ma adoro il grembiule
8. Ci sveli un segreto da esperto fuochista?
Le bruschette, nell’attesa della carne: uno strato sottilissimo di parmigiano sopra, che si scioglie sulla fetta…sono buonissime!
9. Puoi spiegarci qual è l’errore da non commettere assolutamente?
Salare la carne prima di cuocerla.
10. Durante l’estate con quale periodicità organizzi il barbecue?
Meno di quanto vorrei.
11. Nel nostro forum si è accesa un’ampia discussione sulle preferenze per il barbecue a gas o quello a carbone. Tu come ti pronunci?
Carbone. Ma probabilmente solo per un imperdonabile atteggiamento conservatore
12. Qual è la tua location preferita per fare un barbecue?
Terrazzino
13. Qual è la migliore occasione per organizzare un barbecue?
Sera d’estate con amici
14. Se potessi scegliere una donna/uomo per la/il quale esibirti nella perfetta preparazione del maxispiedo alla brace, chi inviteresti a cena e perché?
La mia ragazza, per convincerla che la carne è meglio del pesce
15. Raccontaci un barbecue indimenticabile..
Sul fiume Argentino, con i miei amici e il mio capo-guida. Non ho cucinato io, ma resta un barbecue indimenticabile
mercoledì 31 ottobre 2007
Presentazione "Cercatore"

Ieri, 30-10-2007, presso la Libreria Edicolè ho presentato, ad oltre un anno dalla pubblicazione (ho molti impegni...) il mio libro "Il Cercatore".
In tutta franchezza non eravamo moltissimi; una quindicina di persone, fondamentalmente legate da un vincolo di amicizia. Però è stata una bella serata, in cui si è discusso di letteratura fantasy, role playing e psicodramma...
Ne approfitto per ringraziare chi è intervenuto, così come chi non ha potuto ma ci ha provato.
Ringrazio in particolare la mia fidanzata, la sua bellissima sorella, i miei amici-relatori-compagni di scrittura, il sardonico mecenate e tutti gli altri amici. Da chi ha avuto la cortesia di leggere alcuni brani del mio libro, a chi è intervenuto nella discussione, fino a chi ha approfittato dell'occasione per fare incetta di libri fantasy. Potrei fare i nomi ma non voglio rischiare querele (qualcuno potrebbe trovare lesivo della propria dignità far sapere in giro di essere venuto alla presentazione del mio libro).
Infine, piccola soddisfazione per i trafiletti su Repubblica (come da immagine), Il Mattino, Leggo e, presumo, altri quotidiani.
Presto io e miei amici relatori, spero, avremo un altro libro da proporre.
